|
Ugo Rosa
Sono nato per un pelo. Mio padre fece appena in tempo ad ingravidare mia madre che gli venne un colpo e morì. Perciò sono, presumo, particolarmente inessenziale: ci sono ma avrei potuto benissimo non esserci. Immagino che questo non sia rimasto senza conseguenze. Per giunta mi fu assegnato il nome del babbo defunto, perciò mi tocca adesso un onomastico che cade il primo di aprile. Uno scherzo del destino. È per questo forse che, in linea generale, non vengo preso sul serio. Ma insomma, si esiste ugualmente. Come tutti quelli che hanno pendenze irrisolte con la vita pratica, scrivo. Leggo anche, sufficienza, ma non d’architettura: di quella mi basta scriverne. Dichiarare che faccio l’architetto, però, mi sembra decisamente un’esagerazione. Non ho molto altro da dire su me stesso perché, in fondo, a parte la coincidenza, mi sono estraneo. Comunque, per completezza, attesto che a tutt’oggi nessuno mi ha ancora dichiarato morto e, in effetti, non credo di esserlo. Suppongo che se lo fossi, per quanto poco mi frequenti, me ne sarei accorto. Ma su questo, infine, lascerei decidere il lettore.
|
|